14.1.07

QUANDO LA CRITICA SI ACCOMPAGNA ALL'ASSENZA DI ARGOMENTI


L’intervento di Pierluigi Castagnetti su “Europa” del 3 gennaio scorso, col titolo “La mia Chiesa ha sbagliato”, offre una caratterizzazione sintomatica del clima cattolico, o meglio di una particolare opinione pubblica laicale, nella sua sicurezza di giudizio non meno che nella sua attenzione a evitare ogni impegno sul merito. È sintomatico nel pezzo di Castagnetti che la celebrazione difensiva della “parrhesia”, della franchezza critica intraecclesiale, si accompagni all’assenza di argomenti. Tale evidenza merita di essere sottolineata: essa interpreta e trasmette il convincimento rischioso, quanto diffuso e poco avvertito, per cui l’esercizio della “parrhesia” varrebbe da solo, e in quanto tale, come argomento di verità: “Lo dico, magari in maniera sofferta, quindi è vero”.
Le generazioni non più giovani non hanno dimenticato la tanta retorica “critica” dedicata decenni fa alla veracità che si autocertifica come Verità; veracità come sola autenticazione della presenza e dell’annuncio cristiano. Di quella battaglia anti-istituzionale della intelligencija teologica sono rimaste solo macerie, quelle delle grandi cattolicità europee disfatte. Ma le versioni moderate e quasi inconsapevoli di quelle parole d’ordine restano pervasive. D’altronde non hanno bisogno di molti argomenti per sopravvivere.
…. Davvero spiritualizzazione e privatizzazione della fede hanno fatto passi da gigante nelle teste del cattolicesimo laico-democratico, se il riferimento alla norma risulta loro insopportabile e incomprensibile, e nutrono l’idea che una decisione rilevante politicamente – cioè per la “polis”, per la comunità civile – non rientri nel compito della Chiesa. Mentre invece lo stesso livello di politicità della campagna radicale è nelle intenzioni ambiziosamente alto, riguarda in profondità cultura ed ethos, su cui sollecitudine e legge della Chiesa hanno responsabilità e competenza, ordinarie quanto irrinunciabili! Curioso, poi, che Castagnetti sembri usare l’aggettivo “politico” in accezione deteriore. (http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=109982)