9.9.07

UNA PARENTELA IMPOSSIBILE


Jacques Ellul, intellettuale e teologo francese, morto qualche anno fa, nella sua opera postuma “Islam e cristianesimo, una parentela impossibile”, ci mette in guardia dall'idea, prevalente nel ceto intellettuale europeo, secondo cui sarebbe giunto il momento in cui la religione di Maometto e quella di Cristo possono incontrarsi, convivere pacificamente e rapportarsi vicendevolmente all'insegna del buonismo ideologico e del pacifismo utopistico. Le cose non stanno così.

Certo, l'Europa versa in uno stato di piena eclissi di valori, che si riverbera anche a livello culturale e politico: la morale e l'etica sono in crisi e non si ha vera fiducia nel futuro. Da qui una sensazione di profondo smarrimento, che si traduce anche nell'attuale vistoso calo demografico. Ci si rifiuta di attingere alle grandi fonti storiche che sono compendiate dalla tradizione greco-romana e dalle radici giudaico-cristiane. Di contro, l'Islam si presenta come religione in netta espansione. Ciò lo si vede dalla sua propensione a diffondersi a macchia d'olio in terra europea, con ondate massicce di immigrati che si stabiliscono nel Vecchio Continente in gruppi chiusi verso l'esterno ma inquietantemente coesi al proprio interno. Il movimento politico-religioso islamista radicale, con prepotenza ed a testa alta, è convinto di diventare, nel giro di pochi lustri, maggioranza di fatto nel continente europeo, per poi, in un secondo momento, imporre a tutti i suoi cittadini il proprio sistema totalizzante, in netta opposizione alla visione giudaico-cristiana, che invece contempla come propri cardini la laicità dello Stato, la libertà, la dignità della persona umana e la sacralità della vita. L’analisi di Ellul smonta, pezzo dopo pezzo, i (falsi) pilastri su cui poggia quell'approccio che ritiene possibile una parentela tra Cristianesimo ed Islam.