4.9.08

LA RADICE PSICOLOGICA DEL TOTALITARISMO


Vi sono delle persone che vi raccontano i loro sogni, i loro ideali, i loro programmi, le mete, gli obiettivi che vogliono raggiungere, le cose che stanno facendo. E il loro volto si illumina facendovi partecipare del loro entusiasmo, della loro voglia di creare. Vi sono invece persone che vedono solo gli aspetti oscuri e negativi del mondo. Severi e indignati denunciano e condannano dovunque soprusi, malvagità, corruzione e complotti. I primi ci ricordano un architetto che illustra un suo progetto, gli altri un inquisitore che elenca le iniquità degli eretici.
In politica gli accusatori sono spesso acclamati e seguiti perché danno sfogo al malcontento popolare, alla voglia di vendetta e coltivano l'illusione secondo cui tutti i guai e i problemi del mondo sono il frutto dell'opera di alcuni nemici, tolti di mezzo i quali tutto si metterà a funzionare a meraviglia. Alimentano la credenza illusoria che l'uomo sia buono per natura e che per fare il bene non è necessario inventare, lavorare, costruire, ma basta distruggere il nemico.
E' così che la fantasia popolare immagina i rivoluzionari, coloro che cambiano il mondo. In realtà le più grandi trasformazioni, le più importanti scoperte scientifiche sono state fatte da persone che non hanno perso tempo a criticare o condannare le idee degli altri, ma hanno costruito una loro teoria originale. Keplero non ha mai criticato o insultato i suoi colleghi convinti che le orbite dei pianeti fossero dei cerchi, ha rifatto i conti ed ha dimostrato che sono delle ellissi. Da allora la questione è stata risolta per sempre. Ma c'è un altro motivo per diffidare dei critici-critici e degli inquisitori. Coloro che si pongono delle mete concrete, dei compiti definiti, che fanno dei programmi precisi, quando riescono a realizzarli sono lieti, appagati. Finita una cosa passano ad un'altra e lasciano dietro di sé progresso e benessere. Invece
gli inquisitori che vogliono purificare il mondo dal male non possono essere mai sazi perche il male del mondo è infinito e, per eliminarlo, dovrebbero avere il potere totale. L'inquisitore, il critico-critico, poiché non vuol raggiungere qualcosa di concreto e di limitato sembra non voglia nulla, ma in realtà vuole tutto. La sua negazione del male nasconde un’infinita volontà di potenza. E' questa la radice psicologica del totalitarismo. E quando vanno al potere essi infatti agiscono in modo totalitario.